STAMPARSI IN 3D

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 Sono appena stato al Makers 2012 con Nico, amico e mio personal Guru tecnologico, che mi ha condotto. Al salone, che aveva una sovrapposizione di un giorno con la fiera della robotica, impazzavano le stampanti 3D in kit , che permettono di stampare oggetti ABS o PLA ( ricavato dall’amido di mais ), anche in diversi colori, con precisione e serialitá industriali. Il costo dell’apparecchiatura è attorno ai 650/700 euri e ,fatto interessante, é costruita essa stessa, da pezzi stampati in 3D ( si stampano da sole ingranaggi e pezzi di ricambio ). Per quanto riguarda il mio lavoro una stampante 3D potrebbe essere dedicata alla costruzione di moke up, da files cad, per le immagini di packaging. La definizione purtroppo è ancora un pò scarsa ma esistono pur sempre i service che stampano in polveri sinterizzate invece che in materiale plastico, con una resa di tipo ceramico molto fine. Per spiegare il funzionamento di questi attrezzi da nerd guarda il video fatto sul posto. Quali sviluppi sono possibili con questi nuovi mezzi? Forse la mia cascata di biscotti gelato si sarebbe potuta stampare con questo sistema. Invece, il buon Pino Galloni, con le sue manone e la sua pazienza , ne ha dovuto realizzare uno di 40 x 20 cm per permetterci di scattare la confezione di Arlecchino Sammontana.

Intanto tra il 24 e il 14 gennaio , allo spazio Eye of Gyre ad Harajuku in Giappone puoi prenotarti per un ritratto. Invece di una fototessera, o di una stampa, però ti verrá fornito un modello che ti rappresenta fedelmente in posa: Una specie di Big Jim o Barbie personali. Non voglio pensare all’eventualitá che i miei figli siano costretti, fra una cinquantina di anni, a fornire un plastico invece dello stato di famiglia, ma pare proprio che la possibilitá di stampare oggetti ( vedi anche wired ), finora sofisticata possibilitá, in ambito industriale, di creare prototipi da disegni costruttivi, arriverá negli studi professionali e nelle case, a breve. Come Jules Verne nel ‘800, negli anni 60 , Philip Dick ( da cui Ubik trae nome e ispirazione ) ha descritto nei suoi romanzi anche questa deriva umana. I suoi personaggi, attraverso la realizzazione di plastici casalinghi,ricostruiscono emozionalmente il passato perduto, melanconicamente, come fino a poco fa facevamo con gli album di ricordi fotografici.

Intanto ti rinnovo l’invito alla inaugurazione di “Il mestiere del fotografo 2 /food e still life” come vedi dall’invito qua sotto.

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