UBIK@IPAD


Tre anni fa accettai l’invito del mio caro amico, e compagno di banco delle superiori, Massimo Gatti: avrei cantato nei Bluegrass Stuff. Avrei ripreso il ruolo di cantante solista, che avevo lasciato 30 anni prima, per affrontare una tournee che ci avrebbe portato come primo impegno in Galles a LLandudno, al Coastline Bluegrass Festival. Piccolo problema, non sono proprio un musicista, e l’avrei capito ben presto, per cui per me preparare 30 brani, non era, in soli tre o quattro mesi, una passeggiata.
Anche solo ricordarsi i testi sarebbe stato una impresa senza garanzia di riuscita. Pensai subito ad un supporto di tipo Karaoke, per non dovermi portare un ingombrante leggio con un volume di scartoffie fruscianti sul palco, ma costava troppo e non avrebbe funzionato bene dal vivo. Oppure quel nuovo apparecchio che Steve Jobs aveva appena presentato ( ma che non convinceva nemmeno il mio tecnico Mac di fiducia ) : l’Ipad.
Dopo qualche notte di ripensamento decisi. L’ingaggio per i concerti avrebbe pagato la soluzione senza la quale non mi sarei sentito sicuro ad affrontare le serate. Chiamai Niccoló, un amico che era in cerca di fortune fotografiche a NY, e gli commissionai l’acquisto.
Ecco come sono entrato nel mondo dei tablet.
Da allora , con una certa velocitá , ho appreso che le possibilitá di Ipad andavano ben oltre la compilazione della presentazione Keynote, che avevo preparato con i testi dei brani di musica popolare americana. Non avevo mai avuto un portatile e la portabilitá, l’ergonomia e la velocitá dell’apparecchio mi aprirono un mondo di cose che non avrei mai potuto approcciare.
A dispetto di chi ancora lo usa solo per giocare ad Angry Birds, leggere le emails, consultare il Web e mostrare di averlo, l’apparecchio era veramente, tre anni fa, l’apertura di una nuova era, la re-invenzione del personal Computer.
Quando Wired inizió a sviluppare la prima editoria interattiva, insieme ad Adobe, iniziarono ad uscire le prime riviste-applicazioni che reinterpretavano l’idea di rivista sotto la luce delle possibilità offerte da un apparecchio fornito di comando al tocco e capacitá audio ( in e out ), video, foto e testo. Scaricai tutto quello che veniva disponibile : i primi numeri e le demo erano gratuite, per invogliare gli acquisti e molto, molto piú interattive ( per stupire ) di quanto lo siano oggi ( per non stancare ). Anche in settori meno hi-tech, e piú vicini a quello che é il mio lavoro fotografico sul cibo, iniziarono ad esserci titoli disponibili. Martha Stewart inizió a pubblicare il suo Living indicando che la strada presso il grande pubblico era aperta e senza ritorno. I giornali e le riviste chiudono, le app crescono. Anche in italia Jumper, una rivista per fotografi professionisti, aveva iniziato a studiare approfonditamente il media, combinando la possibilitá di avere contenuti diversi a seconda dell’orientamento del tablet, e creando due timoni, orizzontali e verticali, uno per gli editoriali e l’altro per le interviste, le gallerie, gli approfondimenti. Non c’é niente di piú bello che sperimentare, ed avendo curato diversi progetti di riviste lo so personalmente. Bene, era giunto il momento di impegnare delle risorse. Ho chiamato a raccolta tre amici con i quali avevo condiviso sogni di gloria ed insieme abbiamo iniziato a riunirci e a parlare di futuro.
Fortunatamente per noi, il lavoro che giá ci occupava é stato incessante, e ci ha ostacolato, rubandoci parecchio del tempo che avremmo voluto dedicare ai sogni, ma dopo due anni siamo ancora qua e qualcosa lo stiamo facendo. Abbiamo usato l’Ipad come display interattivo al pubblico, al salone del motociclo per Ducati e Bmw, e stiamo lavorando ad un gioco educational che ha per tema il grande design, ma l’impegno continuo é imparare il nuovo linguaggio narrativo che supporta le riviste, i e-libri ( ? ) ed il giornalismo ( di settore e non ) della nuova era portatile e touch. Come vedi dallo showreel che ti propongo nel video stiamo imparando velocemente e, direi, siamo anche pronti ad affrontare l’argomento con creativitá, lavorativamente e complessivamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *