TRACOLLA

galette di saraceno e chevre con coppa di sidro

Ci sono due scuole di pensiero a proposito della fotografia di cibo e che riguardano l’uso della fotocamera. In questo e nel prossimo post affronto brevemente il tema del “Punto di Vista” ( Pov ) e della sua scelta, non rispetto al soggetto, ma in relazione al tipo di lavoro.
Insomma: dove deve stare la fotocamera?
Caso A ) In mano. Il fotografo traguarda attraverso l’oculare.
La ripresa con la camera a mano consente di scattare parecchio materiale girando intorno al soggetto per scoprire piú punti di vista. Così anche il fotografo di cibo può fare un pò di reportage, con una resa piú emozionale, di colto al volo, interagendo con elementi di arredo ed oggetti che suggeriscono come mettere in scena il cibo.
Il risultato é spesso un lavoro fresco, con un sapore da dietro le quinte, poco “pettinato” e piú diretto, d’impatto.
Quando scelgo questa modalità lavoro velocemente, cambiando posizione e inquadrature e, alla fine della giornata, il materiale prodotto é tanto e so che il direttore di testata sará contento della sua possibilitá di scegliere e di avere la legittima ultima parola su cosa andrá in pubblicazione.
Personalmente la ritengo una strada vantaggiosa nelle riprese per il settore editoriale, o per un blog ( effetto diario/testimonianza ), particolarmente in esterni ( location ), o quando magari si fotografano insieme al food anche persone ( living ).
Si fa presto a dire camera a mano però.
Se si lavora in ambiente la luce, intanto, deve avere una intensitá ed una qualitá sufficiente, pena dover integrarecon luce artificiale. Allora però anche la ripresa con la fotocamera a tracolla va a farsi benedire. A fine giornata, col calare della luce, capita spesso, comunque, di dover estrarre dal borsone il cavalletto, anche se c’é da dire che le moderne fotocamere digitali danno files molto buoni anche a sensibilitá elevate e che gli obiettivi con sistema anti vibrazione consentono margini fin ora impensati.
Un altro aspetto da non sottovalutare, e che riguarda in specifico la location, e quello della preparazione del cibo.
Dove e quando verrà preparato il cibo?
A volte è necessario che almeno parte del cibo debba essere preparato in precedenza. Così se da un canto le riprese restituiranno un senso di realismo, per il cibo si dovranno usare probabilmente semilavorati iniziati altrove e finiti in loco o qualche artificio.
Con la ripresa a mano libera ci vedo bene anche le riprese di preparazioni, cioè gli step ( o passaggi o seriette … ) fatti in studio. In questa maniera riesco a svincolarmi dalla monotonia del set fisso ( tranne quando mi toccano lavorazioni molto tecniche o seriali )
Se invece prendiamo in esame la possibilitá di fissare la fotocamere ad un supporto…

Gli scatti di questo post sono tra i frutti di una vacanza in Francia Atlantica, rubati presso ristoranti con l’estro e le condizioni del momento e rappresentano la tipologia del lavoro a mano libera. Il dolce è una isle flottant; di seguito una galette di saraceno con chevre, una torretta ricetta di loup de mer ( branzino ) , un carrello di formaggi ed una apparecchiatura con vino burro e sale.

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