THE DARK SIDE OF THE FOOD

Ciao ti scrivo dallo studio. Ho lo spazzolone in mano e sto cercando il detersivo intanto che si scalda l’acqua. So che é viola. Poi  passeró lo straccio. Danno musica barocca a radio classica: ideale per questa operazione. A dore la veritá é anche una bella giornata: é domenica e potrei essere da una altra parte. Ma lo studio é pieno di schizzi di acqua e di olio.
Per un fotografo di studio gli schizzi sono una cosa a se stante carica di libidine.
Intendo per fotografia di schizzi il fatto di riprendere il moto dell acqua.
Intanto costruisci il set, una specie di ambaradan di teli protettivi, controluci e piccoli apparati idraulici continui e controllabili.
Ogni singola forma di liquido che si disegna nell’aria ha una sua bellezza .
Immagino che sia come per un fotografo di sport fermare l’attimo in cui la mano de dios di maradona colpisce il pallone e manda in rete. C’é anche il fattore della sorpresa estetica del gesto. Il cliente sará contento.
ll risultato peró al netto del fatto artistico, per un non addetto ai lavori che si affacciasse in questo momento in sala posa, é che lo studio é realmente da rimettere a posto . Magari abbiamo finito esausti venerdì sera, perchè bisognava consegnare, che gli scatti vanno in post, ed é tutto rimasto lí, come é ora, nella fretta di squagliarsela perchè è tardi.
Nonostante tutta la cura che abbiamo messo nel preparare le protezioni, il risultato è sempre al di sopra delle aspettative.
I borghesi pensano che lo spazzolone sia un mestiere da assistenti: un professionista serio si occupa solo della creativitá.
Ce ne era uno, un fotografo, ma che arrivava ai suoi workshops in Rolls Royce.
Io oggi invece mi sporco le mani, é successo l’imprevisto e mi piace cosí.  E dopo i pavimenti faccio anche le fatture che sono in ritardo di quindici giorni.
Lavorando in alimentazione tutto sommato é meglio che in altri settori, rimane da fare ma ci si sbriga. Puó succedere. Un peccato solo perché, preso dal trasporto e dall’ artificio non avevo calcolato che tutti se la sarebbero squagliata cosí di fretta.
Una volta una aspirante food stylist si é scandalizzata: ah i piatti li laviamo noi? Ci siamo messi a ridere. La domanda più frequente ad un fotografo di cibo é la seguente: ma dopo, le ricette che fotografate… sorrisetto… le mangiate…vero?
Non é detto, potrebbe mancare il sale o lo zucchero o essere poco cotto…ma di sicuro rigoverniamo e mettiamo in ordine per la prossima fotografia.
Insomma ti volevo parlare di una delle parti nascoste del mestiere: the dark side of the food

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