STREGA COMANDA COLOR

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  • 00 coloured fresh egg pasta with pasta maker aside by ©ubik-mauriziolodi.
  • Chi ha girato per le pagine di questo UBIK BLOG sa che tengo uno stage di fotografia di food, attivato da qualche tempo con la agenzia Nolab. Durante il periodo dello stage si trattano non solo argomenti da “foodies” e l’introduzione che mi piace dare è abbastanza tecnica.
    Ecco quindi un argomento tecnico, in questo post che inaugura una sezione che troverà spazio tra le pagine di UBIK BLOG.
    Ricordo una famosa battuta di Woody Allen ( da Io e Annie ) che diceva che “chi non sa fare insegna e chi non sa insegnare insegna ginnastica”. Non volendo rientrare nelle categorie appena citate mi svincolo dal ruolo di insegnante per assumere quello di divulgatore: quanto espongo di seguito è frutto di una frequentazione di un minicorso proposto da Tau Visual agli associati ( sempre sia lodata ), ma è materiale disponibile da sempre sul sito Adobe Lab. Niente di nuovo nè farina del mio sacco…ma comunque un a buona introduzione ai metodi di soluzione del problema di corrispondenza , in fotografia digitale, tra colore reale e sua riproduzione.
    Per questo piccolo tutorial, quindi, in evidenza uno scatto in pubblicazione in Sale e Pepe di Giugno 2012 dove di colori si parla , ma di pasta all’uovo.
    Importante: nella galleria di immagini che trovi al piede del post, qui sotto, hai visivamente passo-passo gli screenshots pel procedimento. Se nei comandi della gallery scegli “i” (informazioni) puoi leggere la didascalia relativa.
    Iniziamo!
    Calibrare fotocamere, monitor e stampanti è cosa buona e giusta, non fosse altro per metterti al riparo da controversie con clienti o per mettere a disposizione un servizio che qualifica il tuo lavoro. Il senso di questa operazione è di tradurre, per ogni dispositivo, il dato cromatico originale in modo che sia interpretato correttamente.
    Anche se non si lavora nel’ ambito della riproduzione, questa corrispondenza tecnica è spesso imprescindibile ( packshots , catalogo moda, still life … ) se si vuole lavorare ad un buon livello.
    Allo scopo esiste la interessante possibilità di profilare una ripresa ( cioè un sistema illuminazione – set – fotocamera in maniera ) con  risorse gratuite ( a patto che già si lavori in ambito Adobe ) e quindi di poter garantire una riproduzione fedele delle tinte riprese nei valori numerici del file digitale ( cito valori numerici per non confondere il risultato con quello che risulta al monitor che questi valori interpreta, a modo suo se non è tarato: effetto  negozio di televisori dai colori più bizzarri )
    Il software che ti consiglio si chiama Adobe Dng Profiles Editor ( FIG 1), e permette confrontare una riproduzione della tabella Color Checker ( da acquistare 70 € ) con i suoi valori numerici. Di calcolare quindi lo scostamento ( errore ) ed applicare una correzione ( profilo ) che consenta al sistema di produrre risultati attendibili. E’ gratuito ed è scaricabile dal sito Adobe Lab.
    Breve introduzione al formato DNG.
    Dato che produce software per il trattamento immagini, e non di acquisizione, Adobe non figura tra i proprietari di formati RAW. La sua scelta strategica, come in passato fu per il formato PDF, è stata quella di fornire uno strumento di dialogo tra i vari RAW proprietari, creando il formato DNG o digital negative, in cui tutti i formati RAW possono essere convertiti ( e incorporati ). La operazione viene eseguita da un altro software, DNG Converter (FIG 2), anch’esso free, o se si acquisisce attraverso Bridge è sufficiente spuntare la voce, convertire in DNG.
    Usare DNG garantisce qualche comodità: ad esempio la possibilità di usare fotocamere recenti senza dover comprare contemporaneamente nuove licenze software per poterne trattare i files ( ad esempio un Photoshop CS 3 con il plugin Camera Raw fermo alla versione precedente alla uscita di Photoshop CS4 non apre i files RAW delle fotocamere uscite sul mercato dopo l’arrivo del CS4 ).
    DNG converter ( fornito gratuitamente insieme a Camera Raw e costantemente aggiornato ) quindi trasforma i tuoi  RAW ( NEF, ARF, RAF … ) in DNG. Nelle preferenze della conversione è possibile comprendere l’intero file RAW d’origine, o scegliere compressioni, ed immagini di preview di diverse dimensioni e qualità, in proporzione alla dimensione del file.
    Ma entriamo nel vivo delle operazioni.
    Si parte con la riproduzione della tabella Color Checker X-Rite sul tuo set, con le luci e la fotocamera che userai per il lavoro (FIG 3). La tabella ha un riferimento numerico preciso all’interno del software Adobe che ne permetterà il riconoscimento.
    Una volta acquisito il file Raw e trasformatolo in DNG Converter, come detto, sei pronto per aprire il DNG Profiler(FIG 4).
    Il programma consente diverse operazioni, tra le quali la calibrazione della fotocamera, ma per il tuo scopo, sceglierai la scheda CHART (FIG 5) , nel riquadro del programma.
    Successivamente, tramite il menù file/archivio, aprirai il file della riproduzione Color Checker (FIG 6). Una volta aperta dovrai posizionare gli appositi indicatori per rendere possibile il riconoscimento e la comparazione dei valori scattati con i dati numerici corrispondenti (FIG 7 e 8).  Tornando sulla scheda CHART, nel menù a comparsa indicherai la qualità di fonte luminosa adoperata in ripresa. Nei casi in cui la temperatura in gradi Kelvin sia compresa tra i due estremi, luce diurna/flash e luce a incandescenza, il software consiglia di scegliere entrambe, avendo previsto una voce apposita (FIG 9 e 10).
    Il processo è molto rapido (FIG 11) ed il profilo risultante ( FIG 12)è nominabile ed esportabile nella cartella Camera Profiles di Photoshop direttamente dalla voce Esporta (FIG 13). In ogni caso, per esigenze di gestione, eliminazione profili vecchi etc., il percorso per arrivare alla cartella nella versione CS5  è indicato in FIG 14  ( attenzione  nel CS4 la posizione della cartella é diversa)
    Aprendo Camera Raw, per sviluppare i files del lavoro di cui abbiamo calibrato la ripresa, e impostando i valori predefiniti desiderati, non dovremo dimenticarci della scheda Profilo Fotocamera, contrassegnata dall’icona di una fotocamera , nella quale dovremo impostare il profilo appena creato ( FIG 15).
    Salvando il set di impostazioni  come predefinito saremo sicuri di aprire i files successivi come desiderato con una corrispondenza precisa tra i valori cromatici del set e quelli numerici del file.