SOGNI A FETTE

 

Stuffed Italian Round calzone Slices with basi leaves on top by © ubik maurizio lodi. -Mi sembrano tante….

-e se mettessimo un’altra fetta di calzone ripieno sopra alle altre?

-Sembrano già tante! La torre rischia di essere appetitosa ma instabile.

Questa immagine, anteprima del servizio Tecniche di settembre di Sale e Pepe, per il suo concept di fette sovrapposte, e disponibili per i commensali, la prendo a prestito per un discorsetto sul lavoro professionale in fotografia che sta, a dieci anni dalla transizione alla tecnologia digitale, modificandosi ancora.

Dopo che gli archivi di immagini sono diventati globali e sterminati, e che la velocità di lavorazione e trasmissione dei files si é moltiplicata, dopo essere dovuti diventare esperti di informatica abbiamo scoperto che é necessario rimanere aggiornati, in corsa, altrimenti si chiude. La fotografia contemporanea ci permette di fare tutto, ma le competenze si estendono e si stratificano. Il fotografo postproduce e foto-ritocca, si interessa di 3D, fa video con la VSLR e impagina per il tablet…ed anche l’estetica dell’immagine fotografica segue, di pari passo, le possibilità concesse dai mezzi tecnici. E’ un lavoro strano: anche se, per il fisco, possedere 10 fotocamere é sinonimo automatico di produzione e guadagni 10 volte maggiori, in realtà i fotografi usano sempre solo l’ultima fotocamera: la più aggiornata.

Ora, forse in pochi hanno tempo e capacità sufficienti a padroneggiare tutto questo nuovo scibile, ma é certo che, scomparendo figure professionali ( i cromisti ad esempio, o i laboratori di sviluppo ) e semplificandosi la struttura del lavoro, le conoscenze sono dovute crescere e concentrarsi.
Ma come si fa a procedere cosí, tenuto presente che il lavoro, quando c’é, corre? Un pò ci si specializza , ma comunque ci si attrezza. A fisarmonica. A progetto. Coinvolgendo e collaborando. Vedremo: dipenderà da come gira, ma bisognerà correre, dato che siamo in corsa.
Probabilmente noleggerò la Creative Suite di Adobe nella sua forma Creative Cloud ( 14 sw al prezzo dell’upgrade di uno solo, o poco piú, anche se su base annuale ) ma non nascondo il timore di barcollare di fronte alla mole di questi ” saperi ” stratificati.
Alla base della decisione sta la convinzione che qualcosa cambierà ancora nella maniera di fruizione dell’immagine e che la semplificazione dell’informatica, lato utente, tra le tante cose, per quello che riguarda il mio discorso, permetterà un nuovo racconto alle immagini. I tablets sono già qui , ma quando smetteranno di essere status symbol per annoiati giocatori di “angry birds”, veicoleranno la rinascita dell’immagine fotografica, addirittura più bella del video, fissa e animata, nello stesso luogo, le nostre mani, cinema, magazine e qualcosa di nuovo e interattivo (Non é piú vero che “tutto diventa digitale ma non si può toccare più niente!” Op. Cit. Zap Mama ). Questo linguaggio si sta scrivendo ora, per cui, appena abbiamo del tempo, si torna a sognare e progettare…
-E mettiamola sopra quest’altra fetta!

 

 

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