QUEEQUEG

Due piccoli dietro le quinte su questa fotografia.

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Nelle liti tra giornalisti di parte avversa i toni sanno riscaldarsi in un attimo :“ …hai capito perchè il Corriere della Sera serve solo per incartarci il pesce!!!”. È stato questo epiteto, destinato a rimanermi in testa per la sua coloritura, a ritornare a galla mesi dopo ed a suggerirmi di usare nobili carte nautiche per ambientare l’apertura del servizio di Sale&Pepe sui merluzzi.

Le carte in realtà sono riproduzioni storiche di proiezioni di Mercatore, e cioè strumenti di navigazione per il braccio di mare attorno a Cape Cod, nel New England che è un luogo avvolto nel mito dei racconti di mare. Per intenderci e da Cape Cod che proveniva Queequeg e metà dell’equipaggio del Pequod, la nave baleniera del romanzo di Melville “Moby Dick”, ed in definitiva Cape Cod significa Capo Merluzzo, cosicchè, a parte la fascinazione, ho chiuso il cerchio: con le carte nautiche ci ho incartato il pesce.

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La notizia che a Milano il merluzzo arriva senza testa invece è capitata come un fulmine a ciel sereno giusto la mattina in cui le fotografie erano programmate. La ricerca aveva dato ovunque la medesima risposta: la testa viene tolta agli animali di una certa dimensione, appena pescati, già sul peschereccio. Per questo motivo la mia piccola ambientazione doveva sapere di pescheria e non di animali appena catturati o in libertà, come ci piace a volte suggerire dribblando il necessario imbarazzo esistenziale. Nella foto compaiono anche naselli, che sono speci affini al più pregiato merluzzo, che nel numero di dicembre di Sale&Pepe abbiamo replicato come stocafisso e baccalà ( ma è sempre lui ). Purtroppo una depigmentazione del manto dell’attore principale che mi pareva aggiungere distrazione all’immagine, mi ha costretto ad una postproduzione abbastanza laboriosa per uno scatto editoriale. Del resto semplificare ed escludere elementi fuorvianti è sempre una buona ricetta per una composizione efficace.

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