PROPS

 


Erano nascosti in una scatola questi taglia pasta per fare ravioli. Li ho messi in fila per questa cartolina video, ma un giorno vorrei farne buon uso, con un piatto di ravioli multiformi… Nel nostro studio gli scatoloni continuano ad aumentare, innarrestabili dopo che gli scaffali sono stati riempiti, gli oggetti di uso meno frequente finiscono stipati da qualche parte. Separarsi da questi oggetti spesso affascinanti è fuori di discussione: si accumula. Vogliamo parlare dei tessuti? Ne abbiamo le cassapanche piene…
Laura Cereda si occupa di questa parte del nostro lavoro, ed ogni giorno é all’opera per accrescere e migliorare il nostro Ubik archivio di PROPS, in maniera da soddisfare le esigenze sceniche dei nostri clienti.
Già, ma perchè in fotografia si chiama tutto in una maniera strana: cosa sono i “PROPS”?
Sono il materiale di scena, nel gergo cinematografico inglese: Props o Theatrical property, è quell’insieme di oggetti, arredi, mobili etc. necessario per allestire un set fotografico o cinematografico o una scenografia teatrale ( fonte Wikipedia )
Ad esempio anche il bikini di Carrie Fisher/ principessa Leila di Star Wars é un PROP ed é appena stato battuto all’asta.
L’arte di procurarsi i PROPS si chiama art buying, in inglese, ed é un lavoro interessante ma impegnativo di continua ricerca: ogni giorno capita di trovare qualcosa che potrebbe essere utile. Richiede di saper coniugare la comprensione delle esigenza per cui si impiega un oggetto sul set con la conoscenza di ció che si ha a disposizione, andando quasi ogni giorno a riconsultare il proprio archivio visivo.
Nel caso della categoria degli introvabili poi bisogna saper risolvere la situazione, senza nessuna esclusione di risorse.
Curiositá e scaltrezza aiutano.
Ogni tanto con Laura sul set discutiamo animatamente perché un tovagliolo si vede troppo poco mentre per certi lavori di pubblicitá o packaging alcuni oggetti vanno modificati, o ricostruiti, o ritoccati, o cambiati di colore….sembra facile.
C’é bisogno di un ottimo gusto e di una grande attenzione: sulle riviste non possiamo bruciare gli oggetti piú belli in parti secondarie o usarli troppe volte in ruoli diversi e una volta che hanno superato la fase di casting vanno amministrati.
Quando è possibile acquistare oggetti lo facciamo e, per nostra deformazione professionale, anche nel tempo libero non manchiamo mai di visitare mercatini e robivecchi che si presentano sul nostro cammino.
Spesso ci capita anche di noleggiare o di chiedere aiuto agli studi di pubbliche relazioni che lavorano con brand che ci sembrano interessanti.
Negli anni abbiamo accumulato un certo archivio pronto all’uso e a disposizione per risolvere le ambientazioni piú consuete e tante volte mi chiedo come é stato possibile trovare nel tempo cosí tanto materiale ( contando anche ció di cui ci siamo disfati ).
Mi sforzo anche di ricordare l’occasione in cui gli oggetti sono stati accolti nel nostro studio. Ogni tanto una vecchia conoscenza salta fuori dal fondo di uno scaffale: dove ci siamo incontrati? … ma non sono io quello dell’archivio visivo. Mi tocca chiedere a Laura.
Ogni PROP ha la sua storia ed é un oggetto spesso importante: a volte, quando é carismatico, sa improvvisare ed é capace da solo di risolvere la ambientazione e la fotografia.

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