MANGIARE CON GLI OCCHI

Pomodoro con gocce a cuore by ©ubik-mauriziolodi.

Spazio 53 di Voghera, un centro piccolo, fuori mano, ma molto attivo e animato da gente simpatica ospiterà nella settimana dal 14 al 28 Aprile ,una esposizione di nostri lavori. Dico nostri non per sembrare più grande, ma come spiego nel piccolo delirio della presentazione qui sotto, perchè il food è un lavoro di squadra. Purtroppo non riesco ad offrirvi una navetta per portarvi in loco ma mi invito lo stesst a Voghera alla inaugurazione per passare una simpatica serata insieme.

“Mangiare con gli occhi” è la locuzione che ho scelto per presentare questa esposizione di immagini a tema gastronomico.

Si tratta di una metafora pertinente, tale è il coinvolgimento tra il piacere del gusto ed il piacere della vista, sia nella cucina che nella fotografia.

In questo campo l’arte fotografica viene chiamata come sempre a descrivere la realtà, ma al tempo stesso si impegna in un lavoro più sottile e complesso: interpretare l’idea del cibo, assomigliare idealmente, suggerire sensazioni.
Ma la domanda “…ma poi il cibo che fotografate …lo mangiate?” , per il pubblico dei nostri anni, cosa nasconde?
Invidia del manicaretto o dubbio  di commestibilità?
Troppo spesso ci vengono proposte immagini troppo trattate.
Dal mio punto di vista lavoro, usando gli strumenti del mio tempo, per l’appetitosità, cercando di rispettare il vero, sia che lavori per riviste che per l’industria. Non quello di tutti i giorni, certo: un vero particolarmente curato.
La “colpa” comunque, se avete da ridire, non è solo di chi scatta!
Il lavoro di “food” non è opera solamente del fotografo e le immagini hanno bisogno di una ambientazione, con oggetti selezionati, e della disposizione sul set, della preparazione e della presentazione del cibo in scena.
Queste operazioni sono di pertinenza di professioni altrettanto importanti
e che, nell’anglofono mondo della professione vengono chiamate “art buyer/stylist” e “home economist/food stylist”.
Queste persone lavorano insieme al fotografo, che si occupa della disposizione delle luci ,del punto di vista e dei trattamenti succassivi, spesso invadendo ognuno il campo dell’altro, arricchendone l’esperienza e dando vita ad un lavoro di squadra.
Se le ghiandole salivari, particolarmente verso tarda mattinata o mezza serata, vengono stimolate dalla visione di queste immagini, non stupirti, è tutto normale. È quello per cui ci adoperiamo: è come se avessimo gli occhi con i denti.

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