MADE IN ITALY

lardo di colonnata diptych

Non ci posso credere! Pare che dopo Coca Cola e Visa il terzo marchio a livello di popolarità mondiale sia… Made in Italy.
Davvero incredibile visto da qua.
Ma esiste un interesse di Google, ad esempio, a tenere in piedi un progetto Made in Italy e allora qualcosa di vero ci deve pur essere: qualcuno ci crede!
Ci siamo anche noi allora! Versante alimentazione… noi UBIK, voglio dire. Ehi, noi siamo da sempre sul pezzo! Prodotti tipici, denominazioni di origine, preparazioni tradizionali sono il nostro pane… la nostra ricetta è peculiare: mischiamo il madeinitaly, allestimenti, luce, punto di vista e tritiamo tutto in pixels sottili ( tempo addietro, alogenuri d’argento… persino) e distilliamo immagini che poi vanno in stampa o sul web, così belle che alcuni addirittura ce le usano di nascosto senza dircelo (… le trovano ).
Prendiamo il lardo di colonnata: è uno di quei prodotti che mi impediscono di diventare vegetariano.
Cioè… come tanti italiani, io sarei vegetariano convinto, anche eticamente ( come mio figlio Matteo )… finchè non lo incontro. Lui o quegli altri due o tre ( 4,5,6…100…) che la nostra cultura gastronomica propone alla golosità umana ed alla mia debolezza.
Quindi lardo di colonnata, ma anche tanti altri prodotti… il pecorino di fossa, i pomodori di Pachino, i marroni di Belluno  che mi riportano sulla retta via e sul brand “Made in Italy”
Le riviste internazionali ne sono piene: ogni mese.
Dai, crediamoci e prepariamoci per i riflettori di cui godremo ad Expo 2015 l’anno prossimo. Bisognerà stare attenti però e non andare fuori tema: per nutrire il pianeta non bastano aceto balsamico di Modena, ed torrone di Cremona.
Noi nel frattempo rimaniamo sul pezzo. Le aziende della grande distribuzione stanno portando prodotti tipici e regionali, di una certa qualità, anche nei supermercati, e noi “immaginiamo” per le loro confezioni. E poi, ogni mese, siamo su Sale e Pepe: l’articolo sul Made in Italy è nostro. Anticipo al tuo nazionalismo goloso che ad ottobre ci avrai la coppa piacentina ( che mi sono portato in vacanza: altra debolezza ) e a novembre, in tempo di raccolta, il buon olio della riviera ligure.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *