LINGREDIENTISTICA

apertura-melanzane

Nella fotografia di cibo, quando la ricerca degli ingredienti diventa difficile, la materia prende il nome di “ingredientistica”.
Il problema si presenta quando, per motivi imprescindibili di programmazione editoriale o per l’emergenza del termine delle scorte di prodotto confezionato, si debba intervenire producendo nuove fotografie di alimenti irreperibili perchè fuori stagione, a volte fuori programmazione , a volte prevedibilmente a causa dell’anticipo con cui dobbiamo lavorare per l’editoria.
Ricorrente è l’ appuntamento annuale con le ciliege. A Natale il prodotto che arriva dall’altra parte del globo costa cifre spropositate, perchè siamo tutti più buoni tranne gli ortolani 🙂 , ma a noi tocca fotografare il numero di giugno ad aprile, quando in effetti le ciliege sono introvabili se non sciroppate o altrimenti conservate.
Un tempo all’uopo e ad un prezzo adeguato, pregiati mockuppisti ( scultori di oggetti ) procuravano delle controfigure di resina o materiali vari, ma il digitale, ad un certo livello, li ha spazzati via e sono subentrati i ritoccatori che quindi, quando non c’è altra soluzione, prendono in mano le patate bollenti…ed in ogni caso si tratta di lavoro in più. Ci sarebbe anche il 3d ma per avere del realismo vero credo che i costi salirebbero ancora.
Così, negli anni, abbiamo fatto crescere nella nostra attività questa attitudine da “risolvi-problemi” ed abbiamo ampliato la nostra rete di contatti e di “pusher” specifici, in maniera da toglierci di impaccio nelle situazioni difficili e soddisfare il cliente.
Appuntamenti tipici sono quelli con le mammole, gli ultimi carciofi ad essere disponibili a gennaio ( ma noi li fotografiamo a dicembre ) e i funghi perchè i numeri di novembre sono fotografati addirittura a luglio. Così si sta in attesa dei primi ovoli, per settimane, chiamando giornalmente al telefono gli specializzati in primizie.
È con questo tipo di tormento che siamo riusciti a crearci una rete di supporto.
Sapere a chi chiedere la carne di bufalo o di struzzo, o dove cercare una delle ultime forme di formaggio di fossa d.o.p. della stagione precedente è un bagaglio che si crea col tempo, con il prezioso aiuto dei nostri collaboratori, e con un certo numero di telefonate senza esito.
Bisogna dire che spesso il preavviso o il budget a disposizione non permettono spedizioni dedicate. Lavoriamo a Milano ed alcune situazioni sembreranno facilmente risolvibili altrove. A noi però è richiesto di agire complessivamente, e nei limiti del difficilissimo, di risolvere tutti i problemi di reperibilità a tempi e costi in linea con i preventivi.
A volte l’aiuto arriva insperato. Se si passa da Bologna perchè non deviare verso la amena Ferrara che abbiamo bisogno del pane ferrarese d.o.p. ( dopo che abbiamo ricevuto ben due spedizioni sbagliate di pane industriale ), vero Livia?
Anche in vacanza capita di doversi ricordare che al rientro tassativamente bisogna fotografare il tal pesce. A Gallipoli feci diverse telefonate e visite al mercato dei pescatori a causa di un pesce sciabola da recensire. Risultato niente pesce sciabola dai pescherecci, per una settimana, ma quella successiva, da Gelmetti a Milano, ne saltarono fuori addirittura due. Ti ricordi Barbara?
Per Buona Cucina proposi in tempo di ciliege, a giugno, di produrre il servizio per l’anno dopo e funzionò, ma immagino che non sempre gli editori abbiano voglia di anticipare spese.
E via dicendo…
Per una confezione di pomodorini addirittura abbiamo ricostruito la fisionomia dell’ortaggio introvabile. Avevamo a disposizione pomodorini perini a punta e datterini tondetti. In fotoritocco sostituii le punte visibili sulla confezione per creare la varietà esatta che ancora non poteva essere raccolta perchè acerba sui rami.
Anche i fichi d’india si sono prestati ad una sessione di trucco…li abbiamo dovuti fotografare un paio di mesi prima della loro naturale maturazione e poi, dato che pungono, ho proceduto sui pixel.
Altre volte ci siamo trovati di fronte a situazioni poco simpatiche: in una in particolare, ci siamo sentiti come se avessimo ordinato una esecuzione.
Il cappone viene pronto a Natale, ma per le riviste lo cuciniamo nei primi giorni di ottobre. C’è stato bisogno allora di contattare gli allevamenti per vedere se, per caso, qualche animale avesse avuto la crescita necessaria da essere definito cappone. Amadori ci venne incontro e ringraziammo l’azienda sulle pagine di Cucina Moderna. Ricordo che era così grande che non avevamo i piatti di portata per contenerlo e dovetti scattare la scena con la tavola elegante separatamente dalla ricetta, per poi postprodurre il risultato che è andato in stampa, se non ricordo male in copertina.
Come vedi reperire gli ingredienti giusti è una parte significativa del lavoro del nostro studio, e della specializzazione in cibo.
Lo scatto del post invece, con le varietà di melanzane, da questo punto di vista è stato di tutto riposo ( non dovevamo essere esaustivi ), é stato pubblicato su Sale e Pepe di settembre 2015 e fa parte della galleria L INGREDIENT ISTICA sull’ Ubik account di Behance. Ciao!
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