LA FORESTA CHE RESISTE

MIX CUORE

All’interno del grande evento EXPO che per il grande pubblico è stato un grande baraccone del fuori tema ( olimpiadi dell architetto, luna park, stravaganza, oggetti tipici e cotillons ), si son tenute alcune conferenze significative, persino sul tema della sostenibilità. Uno di questi eventi sponsorizzato dal Barilla Center for Food and Nutrition ( applausi! ), è il premio YES ( Young Earth Solutions ) che ha premiato due progetti presentati da due giovani ricercatrici, Nadia Ndum Foy dell’università di Hohenheim e Francesca Recanati del Politecnico di Milano.
Ho conosciuto Francesca Allievi, ricercatrice che lavora in Finlandia sul tema della sostenibilità alimentare. Francesca ha collaborato al progetto italiano che ha ottenuto il riconoscimento e le ho chiesto di scriverne. 

La parola “deforestazione” evoca luoghi lontani da noi e forse per questo il più delle volte questa parola non ci tocca, non ci fa scegliere qualcosa di diverso. Eppure tra noi e la foresta amazzonica che viene rasa al suolo c’e’ un legame molto stretto: dalla crescita delle foresta otteniamo servizi a noi indispensabili e contemporaneamente siamo responsabili della sua distruzione. Le nostre scelte alimentari ad esempio, hanno un ruolo fondamentale: gli animali da allevamento si nutrono principalmente di mangimi, in cui uno degli ingredienti principali e’ la soia. Questa viene coltivata soprattutto in Sud America, dove grandi appezzamenti di foresta vergine vengono convertiti in monocoltura impoverendo i terreni e azzerando la biodiversità.

E’ possibile immaginarsi qualcosa di diverso? Qualcosa di migliore per noi, che dipendiamo dall’aria pulita che la foresta amazzonica ci offre?

ArBio (Associazione per la Resilienza del Bosco alla Inter-Oceanica) gestisce due concessioni di 1631 ettari di foresta amazzonica nella regione di Madre de Dios, al confine con il Brasile e la Bolivia. Una regione importantissima a livello mondiale per il suo alto tasso di biodiversita’ (ad esempio e’ la regione con il più alto numero di specie di farfalle), ma anche un’area che deve affrontare i cambiamenti derivanti dalla presenza dell’autostrada inter-oceanica. Questa autostrada collega la costa brasiliana a quella peruviana, tagliando il Sud America trasversalmente. Mentre in Brasile l’autostrada esiste da 20 anni, in Peru’ e’ stata ultimata solo nel 2011. Sul territorio brasiliano la presenza di questa via di comunicazione ha portato alla deforestazione completa di 50km su ciascun lato dell’autostrada, con la successiva conversione del terreno a pascolo oppure a monocoltura di soia (di cui l’80% viene utilizzata appunto per i mangimi animali). L’impegno di ArBio e’ di proporre un’alternativa a questo tipo di sviluppo, un’alternativa che sia migliore per le popolazioni locali, per la foresta, e per i servizi ecosistemici (aria pulita, ciclo dell’acqua, biodiversita‘..) che sono così utili a tutto il pianeta. Come? Utilizzando un modello di agricoltura che lavori con la Natura e non contro di essa: la foresteria analoga.
foresteria analoga
Con questo metodo si possono piantare fino a 25 specie diverse sulla stessa area, simulando la stessa struttura della foresta originale tipica della zona in cui viene implementato. Specie produttive quali alberi da frutto, piante officinali e arbusti, crescono in modo armonico, fornendo diversi raccolti durante l’anno (aumentando quindi la resilienza del sistema e la varietà di cibo e fonte di reddito) e un livello di servizi ecosistemici comparabile con quello della foresta vergine. Il modello di ArBio si può replicare nelle concessioni vicine, con il potenziale di formare un vero fronte di resistenza alla deforestazione.
mappa
ArBio inoltre collabora con le popolazioni locali e offre corsi alle cooperative di agricoltori della regione per poter apprendere la tecnica ed implementarla nel loro terreno.
Da circa un anno i primi prodotti della foresta sono disponibili anche sul mercato equo-solidale italiano: le noci brasiliane, e le marmellate di carambola e copoazu’ sono distribuite da Equomercato. Da poco sono anche acquistabili online  (sul sito www.and-more.it  ) insieme ad altri prodotti che sostengono il lavoro della associazione.
Un altro modo per offrire il proprio aiuto a questo progetto e’ la protezione simbolica di ettari di foresta della concessione, tramite il programma PROTEGGI LA FORESTA .

A questo punto, se guardi la Ubik-immagine del post, che abbiamo realizzata per una confezione di Conad, sai quale è la noce che aiuta i campesinos a vivere con la foresta e non contro?
Un altra cosa che puoi fare è visitare la pagina Facebook e rimanere informato su questo piccolo grande progetto.

altri link utili e degni di approfondimento:

la Carta di Milano: quella che, anche se non n hai sentito parlare, dovrebbe essere la eredità culturale di Expo 2015.

LoYouth Manifesto: proposte “giovani” allegate alla carta di Milano

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