IL SALAME E LA COLPA

In questo scorcio di secolo si dice che parlare di salame sia “main streaaaam”.

Ma come ? Nascono ogni giorno ristoranti crudisti a corollario di quelli vegani, abbiamo appena finito di parlare di cup cakes, ci rempiamo la bocca di eccellenza di ogni sorta, persino la vacca Kobe è passata di moda e tu…tu fotografo tu… ci propini il cacciatorino sul tuo bloggino.

Si!

Certo!

Ma è il cacciatorino d.o.p. o meglio il salamino alla cacciatora: dal blasonato passato di nutrimento per generazioni di escursionisti, amico di ogni pagnotta e pronto a nutrire il pianeta, con la sola esclusione del mondo islamico e vegetariano.

La sequenza di filze legate con lo spago, le morbide, pregiate e fresche carni ( ma stagionate almeno 10 giorni), le fette spesse di rosso rubino sono state dei nostri in moltissime occasioni: fin da quando scalpitando aspettavamo Bartali, in tutte le gite scolastiche nella stagnola dentro la cartella, allo stadio nello zainetto, al concerto presto per prendere il posto, allo gnocco fritto…

Personalmente io spello prima e poi affetto, ma ci sono altre scuole: quella che affetta e poi spella il ricciolino di budello e quella che affetta e basta.

Tutto questo il Consorzio Salame Cacciatore te lo garantisce di qualità e made in italy.

D’accordo, sono comunque animali da macello, ed è una brutta storia, lo sappiamo…ma sono sicuro che se non riesci ad essere vegetariano un pò di colpa è del cacciatorino.

P.s.: Per saperne di più, e perchè anche solo la ricetta del servizio ( Livia Sala ) vale tutto il prezzo d’acquisto della rivista, aspetta Sale e Pepe di maggio 2015 / Made in Italy

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