FUORI DALLA CRISI

 

Maurizio Lodi as an hobo working for food

In questo post presto la mia immagine e prendo a prestito il “food” per prendermi gioco di questo momento storico ed economico di crisi, e  per muovere un sorriso che, di questi tempi, per affacciarsi spesso deve oltrepassare la trincea delle preoccupazioni.

Personalmente non mi posso lamentare di come stiamo lavorando, qui ad Ubik, ma certamente il lavoro in fotografia sta cambiando velocemente. Dire che solo chi cambia riesce a stargli dietro sembra, parziale … banale, seppur in parte vero. Un esempio: alcune immagini fotografiche, anche complesse, in un lasso di tempo relativamente breve, hanno cambiato pelle e non si realizzano più con processi solo fotografici. Sto parlando delle immagini pubblicitarie, spesso molto postprodotte: tecnicamente da uno scatto di partenza morbido si può ormai arrivare ovunque, e, se serve, o è più conveniente, si può ricostruire tutto in 3D ( ad esempio nel settore automobilistico = nessuna riproduzione fotomeccanica ). Attenzione, per un certo verso è sempre successo: su Ubik Face ho postato la più nota foto di Lincoln in cui solo il volto è originale, ma, in questo momento, il soggetto che governa l’immagine spesso è più il fotoritoccatore,  che consulta l’archivio di contributi ( stock, microstock, jpg), piuttosto che il fotografo ( che si impegna a fornire una certa qualità ). Complessità del diritto d’autore.

Lascia pensare il fatto che il fotoritocco abbia portato la fotografia a riconsegnare alla pittura, dal quale l’aveva ereditato, lo scettro di media di riproduzione della realtà. Credo solo che buttare alle ortiche la conoscenza di come le luci vanno usate su un set, nel caso, sia un rischio non calcolato. Immaginare ed osservare sono fatti realmente diversi.

Ma tant’è il processo è irreversibile perchè ha anche tanti altri motivi d’essere. Uno fra gli tanti: ogni fase della costruzione dell’immagine è molto più duttile e, spesso, decisioni importanti, anche nella mia esperienza, vengono prese dopo che la fotografia è stata scattata e la realtà riprodotta. Questo succede ormai con una certa frequenza, quando si interpretano le capacità tecniche non per il valore che possono aggiungere, ma per i disastri che possono riparare, o anche in funzione delle indecisioni.

Semplicisticamente si può evincere che chi ha nelle sue corde, o nella sua squadra, entrambi i versanti in cui le immagini si declinano, se non fuori dalla crisi, almeno in assetto di galleggiamento dovrebbe riuscire a proseguire la sua navigazione in fotografia. Rimane da affrontare il discorso della creatività, ma questa è una altra storia.

Il mio ritratto che è opera di mio figlio Diego, 15 anni, è stato lavorato, in linea coi tempi, su ipad con Photoshop Express e Plastic Bullet per ottenere  queto risultato ” di maniera”. La memoria fotografica dei momenti attorno agli anni 20 del secolo scorso, ai quali si riferisce, è conservata negli archivi della Library of Congress di Washington (USA) che contiene straordinarie immagini di autori quali Dorothea Lange e Walker Evans. Le foto sono liberamente consultabili su Flickr * . La documentazione testimonia la migrazione dei lavoratori americani alla ricerca di una occupazione attraverso il continente in un momento in cui la crisi finanziaria rese difficile vivere per tutti. Una famosa fotografia della Lange ritrae due lavoratori a piedi con i loro valigioni che passano di fianco ad un cartellone pubblicitario che strilla: la prossima volta mi rilasso… e prendo il treno!

*Esiste anche la app Indicommons, che ti consiglio e che permette di consultare queste galleries ed altre risorse gratuite se hai ipad o iphone connessi.

 

 

 

 

 

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