FRITTELLE DI CARNEVALE – RICETTA TESTATA

carnival fried donut sugar sprinkled with raisins

Ingredienti

40 g Burro
250 g Farina
1 dl Latte
25 g Lievito di birra
1 n Limone non trattato
qb Olio Di Semi Di Arachidi
250 g Patate, meglio le bianche
qb Sale
50 g Uva Sultanina ( acini chiari e più grossi e morbidi )
40 g Zucchero Semolato
qb g Zucchero Semolato per spolverizzare.

Inizi lessando le patate, lavate per bene e con la buccia perchè non perdano l’amido, in acqua senza sale, per una mezzora abbondante.
Per controllare la cottura con uno spiedino di legno, o di metallo, se ne fora una.
Poi ti tocca sbucciarle, quando sono ancora calde, cosicchè la buccia venga via bene ( ouch! scottano!).
Poi armato di schiacciapatate ( altrimenti a forchetta selvaggia ) le riduci ad una purea e le unisci
alla farina e all’uva sultanina, che avrai già ( e adesso me lo dici ?) ammorbidito in acqua appena calda,
lo zucchero,
il burro fuso ( attenzione a non bruciarlo ),
il lievito di birra anch’esso sciolto nel latte tiepido,
la scorza grattuggiata di limone ( non trattato )
ed un presa di sale.
Quando tutti gli ingredienti sono stati aggiunti si lavora l’impasto sino ad ottenere una palla che va coperta e fatta lievitare per due ore, proteggendola in un contenitore coperto da un canovaccio.
Le frittelle si ricavano dall’impasto steso.
Per ottenere uno spessore costante si può fare rotolare il mattarello, infarinato perchè non si appiccichi, su due bacchette di legno poste parallelamente fuori dall impasto.
Con due tagliabiscotti circolari di diametri diversi, tagli dei dischi e col più piccolo fai ad ognuna un foro centrale.
Recuperando l’impasto dei fori otterrai altre ciambelle.
Stai attento/a che le ciambelle crude non si attacchino fra di loro e disponile su un supporto adeguato, magari su carta da forno.
Abbondante olio di arachide dovrà essere scaldato e portato a temperatura ( butta una briciola di pasta per controllare quando inizia a friggere ) in un tegame abbastanza ampio da poter rigirare le ciambelle che andranno sgocciolate con una ramaiola, od un mestolo forato ,
deposte su carta da fritti o analoga, perchè perdano l’olio
spolverizzate con zucchero semolato, e non a velo.
Buonissime! Assaggiate e testate qui in studio.
Attenti a non esagerare.

Spero tu abbia gradito il dittico fotografico, un genere in voga dato che i monitor sono a sviluppo orizzontale bassi e larghi e panoramici. Le foto , tante foto vanno sul web, e sui tablet, e sugli smartphone. Solo alcune sulla carta. Delle mie molte. Per cui  il dittico : due foto verticali affiancate per riempire lo spazio. Metterle a confronto e decidere quale ti piace e se stanno bene assieme è un esercizio successivo. Ed un gioco nuovo….

A scanso di equivoci, rimango a disposizione con chi, ad esempio LS, ( leggi di lei cosa scrive “il lurido” ) ritenesse di aver la “maternità” della ricetta che ho raccontato con parole mie nel post. Un anno fa questa stessa fu pubblicata da Cucina Moderna, ma, a margine del servizio, feci anche queste due immagini, fuori dal gusto della rivista con il proposito di ammannirtele ora. Eccoci qua, oggi… a comprare i coriandoli ( o a farli col bucatore … alcuni …ecolò )

Evviva!!! …, dai, nonostante tutto.

Ciao!

 

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