FOTOGRAFO BUE

water bottle exploding on fire

Sei alla recita di fine corso, al concerto di violoncello, alla mostra di amici, alla …. Ed hai già capito chi hai di fianco: la borsa nera contiene qualcosa di pericoloso. Ne hai la certezza quando il cavalletto viene estratto e montato, piazzato di lato alle file di sedie, ma non immagini ancora che fra dieci minuti, nel silenzio ossequioso della sala, il crepitio dell’otturatore ucciderà irrimediabilmente l’ascolto. Hanno pregato tutti di spegnere i cellulari ma i fotoamatori amici zelanti e i cugini digitali non sono solo tollerati, hanno un lasciapassare per la maleducazione.

Sappi che se li lasci fare passi dalla parte del torto.

I peggiori non sanno nemmeno se la funzione del segnale acustico della ricarica del flash, di suoneria di benvenuto quando si riavvia la fotocamera , o di avvisatore di messa a fuoco sia disinseribile, né se ne curano.

Il popolo della foto ricordo, armato di tutto punto, scatta centinaia di immagini per serbare, immortalare, rendere imperituri gli attimi fuggenti di ogni saggio che nella sua umiltà vuole essere qualcosa con una sua importanza, nel momento in cui avviene, .

Il tritacarne delle tendine e dei lampeggiatori fa scempio delle atmosfere, dei momenti che da mesi vengono preparati per essere proposti questo giorno come un fiore serbato e sbocciato per te.

Queste fotografie non andranno a finire da nessuna parte e faranno, in gran parte, schifo. Rimarranno sulle schede fino alle vacanze estive o si perderanno senza nome ed identità ( non rintracciabili ) su un disco duro. Nel migliore dei casi, allegate in una pesantissima email, o postate in una galleria Facebook, ricorderanno ai protagonisti l’incazzatura del momento. I flash incorporati o di corredo avranno appiattito le luci di scena e tutto sembrerà essersi svolto in uno stanzone grigio dagli angoli bui. I volti saranno sparati e le lunghe ombre proiettate dai soggetti l’uno sopra l’altro riprodurranno una estetica da film dell’orrore.

Ti ricordo un altro insulso fenomeno fotografico di massa: lo scoppiettio di migliaia di flash, visibile in televisione, che la platea di tifosi della finale di champions league scarica sul campo ottenendo milioni di nuche bruciate nel nero. Al tempo della pellicola erano un discreto giro di affari!

E intanto stasera mi hanno rovinato ciò a cui tenevo, per trasformarlo in un ricordo dissimile e si sono sentiti in diritto di farlo. Erano tutti quanti con la sete di portarsi a casa le “istantanee della nipotina” che é così brava. Purtroppo non la hanno ascoltata: si sono guardati bene. Aggiungo che inquadrare é diverso da saper guardare, assistere, ma purtroppo più é ingombrante l’apparecchiatura e più si ha mano libera ( vogliamo aggiungere quelli con l’iPad in piedi davanti a tutti? ). Tra gli anestetizzati telespettatori, nessuno ha chiesto di non essere disturbato, nessuno cortesemente ha fatto notare la perniciosa ignorante maleducazione e la supponenza. Io ero “la nipotina” sul palco a maledirli, tutti, e avrei messo loro le mani addosso. Erano il mio pubblico. Popolo bue!

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