FOOD DESIGN

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L’altro giorno stavo pensando ad un regalo da fare ad un amico ed ho avuto una ispirazione. Mi è venuta alla mente la sua passione per gli scacchi e ho iniziato a pensare che dato il gioco prevede che si mangino i pezzi, allora pedoni, alfieri, cavalli e soci avrebbero potuto essere di cioccolato fondente al 70%. Cioé, il regalo poteva essere una scacchiera di cioccolato bianco e fondente, coi pezzi da mangiare, letteralmente. Ovviamente le dimensioni avrebbero dovuto essere appropriate, pena un ricovero in ospedale a fine partita.

Mi sono messo a cercare sul web ma ho trovato solo scacchiere di biscotti. Non sono riuscito a trovare niente di cioccolato che assomigliasse alla mia idea. Cosí la ho consegnata ad un cioccolatiere di Savona, di cui sono amico via FB : mica posso fare tutto da solo.
Bene! Rimarró in attesa di notizie: secondo me è una grande idea.
Durante la mia ricerca avevo trovato un tale che costruisce barre di cioccolato in casa, con un modello in silicone fatto con una stampante 3d e siccome le sue tavolette riproducono la barra degl strumenti di Photoshop, che conosco bene, mi sono soffermato a pensare che anche questo sarebbe stato un bel dolce regalo per un sacco di persone che conosco.
Ma forse il desiderio di cioccolato ( e di coccole ) é mio, ed il fondente si è impossessato dei miei pensieri.
In realtá ero concentrato sulla forma, metaforica, che il cibo puó assumere. In realtà avrei voluto sviluppare un post sul food design, cioè su quella disciplina che studia nuove forme per i cibi, sopratutto in relazione alla loro qualitá ed alla miglior maniera di gustarli. Ed eccolo qua!

Un esempio di libro di testo per quello che oggi chiamiamo Food Design è il pastario, cioè la pubblicazione enciclopedica, l’ atlante che riunisce tutti i formati di pasta, dai tradizionali ai regionali a quelli di nuova concezione. Un fulgido esempio é quello che, nell1985 per Alessi, ha pubblicato Eugenio Medagliani, credo in occasione del lancio della Pastaiola, la pentola con lo scolapasta, e che sta anche al Metropolitan Museum di New York
Nei secoli, è stato il genio anonimo e artigiano della tradizione che si rinnova a condurre il gioco: l’inventore della tagliatella , dei corzetti e del maltagliato credo siano sconosciuti.
Ai nostri tempi, dove tutto ha un nome, un marchio e una forma inconfondibile protetta da brevetto, ed il cibo é un prodotto il protagonista è il Food Designer.
Alcuni esempi:
Il Toblerone, é un progetto degli inizi del novecento, e prende il nome dal suo inventore, il pasticcere Tobler, e dalla specialitá italiana del torrone. L’ispirazione fu di unire miele nocciole e cioccolato e il suo successo é indubbiamente da attribuire, oltre che alla qualitá, alla particolare forma ed alla confezione che sono rimaste inalterate nel tempo.
Il cornetto gelato fu nello stesso periodo ( 1903 ) brevettato a Washington D.C. Da Italo Marchioni ed é uno dei prodotti piú noti della cultura gastronomia italiana. Sulle note di “O sole mio” in Gran Bretagna si canta “Give me Cornetto, Give it to me, delicious icecream from Italy!”
Qualche tempo più tardi Leon Bel inventa il formaggio fuso, il formaggino che non si scioglie e rimane spalmabile, nel 1921 con il prodotto ” La vache qui rit “ impacchettato in una ideale forma in settori triangolari confezionati nella stagnola, che noi Italiani conosciamo per la copia fedele che fece il ” formaggino Mio” negli anni del Boom.
Molto piú recente, ma diventato presto un “classico” é il progetto del Ferrero Rocher, che ha nel cuore della sua struttura stratificata una nocciola intera immersa nel gianduia, in una sfera di wafer ricoperta da cioccolato e nocciole in scaglie. La roccia che ne risulta é poi impacchettata in una “preziosa” carta dorata che la confeziona.
Il packaging é uno dei settori della alimentazione chee richiede il nostro lavoro e spesso il lavoro sul cibo che sviluppiamo ha a che fare con il Food Design.
In copertina del post ho messo ad esempio le orecchiette di mozzarella di Galbani, fotografate per Design Group Italia che le ha inventate. Sono state progettate per diventare ingredienti di insalate estive e snack saporiti e, data la loro forma, riescono a raccogliere meglio i condimenti.
Nella galleria al piede del post trovi inoltre la tavoletta di cioccolato col buco Tabló di Perugina, insieme al food design archetipico del cornetto gelato, giá citato, dell’uovo di pasqua e del ventaglio di sfoglia. Come vedi il progetto pervade tutta l’alimentazione, anche quella non di marca, del cestino di pane da mangiare con l’insalata, di Livia Sala per un servizio di Sale e Pepe Kids.
Il tema é all’ordine del giorno ed in costante sviluppo e per rimanere aggiornati si possono seguire gli aggiornamenti dal blog della Food Design Association , FOODA, che ha in progetto un food design art museum: il FOODAM.
Inoltre, a breve, dal 9 febbraio prossimo, fino al 2 giugno al Mart di Rovereto sará in scena “Progetto casa. La forma del gusto “ che metterá in mostra progetti commestibili da tutto il mondo e delle piú famose firme
Qui di seguito i piú recenti e curiosi che ho piluccato sul web.
Lavazza Cookie Cup é una tazzina commestibile per gustare il caffé fatta di una cialda rivestita di glassa di zucchero
Le Käsestifte sono matite tedesche di formaggio italiano, al parmigiano, tartufo e pesto, che si temperano con il temperamatite apposito sulle pietanze
Gli Spoonachos sono dei nachos ai quali é stata data una forma arrotondata di cucchiaio per gli abbinamenti consueti alle salse centroamericane
Il Tortellino da passeggio, é l’invenzione del negozio Il tortellino di Bologna, che permette sotto i portici di gustare una porzione di qualitá con il brodo di cappone alla spina, servito in un bicchiere di carta.
Hasta la Pizza é un panzerotto sullo stecco recentemente premiato e di cui abbiamo curato l’immagine della confezione, disponibile per ora in tre gusti.
Come vedi c’é gente sempre al lavoro per proporre nuove forme ai cibi: prodotti nuovi escono con continuitá ed altri si rinnovano. Io, ad esempio, ho perso il conto e non ricordo piú se le Sottilette hanno perso il foglietto di nuovo o se invece il divisorio persiste.
Come è andata a finire con il regalo del mio amico?
Purtroppo la mia grande idea ha bisogno di piú tempo: bisogna fare i calchi e poi fondere i pezzi e le tessere della scacchiera, ed il cioccolato deve essere temperato, è una lavorazione seria…Magari l’anno prossimo!
Per questo compleanno ho aderito ad una cordata per una racchetta da ping pong professionale, forse piú adatta ad un cinquantenne sportivo, ma con leggera tendenza al sovrappeso.

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