FOLLOW ME

maurizio_lodi

L’utente Pearlienabe  mi promette, con un solo click, di avere un certo numero di followers ( 10.000 !?! ). Ad ogni post che pubblico su Instagram subito mi lusingano utenti con evidenti profili fasulli.
Capitano anche ragazze semi nude, o nude con i cuoricini sui capezzoli ( vietatissimi ) con solo 10 immagini nel feed.
Se anche tu sei della partita, so per certo che, a pagamento, puoi acquistare fans e dare la scalata ad Instagram in maniera che il tuo feed diventi sempre più seguito.
Da piccolo tutti ti scherzavano…ma ora vedranno!

Follow me!
Se vuoi essere onesto tiri i dadi e sul web c’è l’elenco dei 20 hashtag più gettonati e te li “copincolli” tentando la fortuna ( per intenderci c’è anche #followforfollow…)
Otterrai un sacco di like di ragazzini/e, carini/e, che si fotografano tutto il giorno, tutti i giorni, dovunque, da ricambiare col tuo “mi piace”, e grazie, e prego, e che ti terranno compagnia fino che, esasperato, non te li toglierai di torno. Non dimenticare l’importanza delle faccette.
Ho un amico che ha coniato il tag “stamminchiagram” al proposito.
Altrimenti c’è la tecnica Trip Advisor. Il sito è stato sanzionato con 500 mila euro di multa per la ”diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni”: garantirebbe la veridicità delle segnalazioni, mentre in realtà esistono agenzie che vendono commenti positivi in qualsivoglia lingua e “like” a pacchetti di 20,10,50. Trovi un contratto tipo sul mio feed.
Ti compri i follower: il fine giustifica i media!
I social sono una altra dimostrazione che fatta la legge fatto l’inganno.

Cancelletto
Trovo che ci si trovi veramente di tutto. Dalla abbondantissima spazzatura, ai milioni di fotografie scattate per noia, ai fotoamatori bravi, ad alcune storie o autori e progetti sensazionali.
Si numerano categorie codificate per hashtag > #, in cui trovi immagini reiterate che cadono ad esempio sotto le descrizioni,

…escludendo i #selfie, con la boccuccia a culo di gallina la cui invasione all’inizio mi aveva respinto, e del porno che viene giù a qualsiasi ricerca, queste sono immagini molto ricorrenti e codificate.
Un nuovo manierismo che ci riguarda tutti. Lo stile Instagram!
Instagram è anche il regno della prospettiva centrale, retaggio del primigenio formato quadrato ( ma ormai si può postare di tutto ).

Ma Instagram è anche un social network che non di rado facilita incontri e relazioni nel mondo reale tra persone che condividono una passione e che, almeno nelle immagini, già si piacciono, o si assomigliano.

Comunque, sia che hai carenze di affetto, una malattia mentale ego centrata, che un business da far crescere, la strada verso il successo è stata studiata e codificata, ed esiste un metodo, più metodi, tutorials da studiare, per arrivare alla lettera K, dove i “like” si iniziano a contare per migliaia e dove, se superi la soglia critica e le tue immagini non sono da buttar via, magari sei pure bravo/a, e hai qualcosa da dire, o se addirittura hai uno stile, ti può capitare di essere selezionato da Instagram in persona…dopo di che è una valanga.
Sta a te allora il da farsi. Ti arriveranno delle proposte…

Gli affari sono affari!
A quelli col seguito, gli alberghi offrono di pubblicare immagini sul feed in cambio di soggiorni. Ti fai il viaggetto e, tra le tue foto compare lo scorcio ( devi pubblicare l’hashtag ) dell’hotel, ma non ci sono executive account e creativi a cui rendere conto delle tue immagini. Le posti e basta.
Ti arriva il pacchetto con l’orologio che comparirà in qualche tua foto che non sembrerà pubblicitaria ( gli amici che lo sanno ti grideranno venduto ), e il vestito, e la scarpa, e il set di coltelli…
Torna l’era del baratto abbinata al kit del piccolo pubblicitario amatoriale.
La visibilità è la moneta di scambio.
La vuoi fatta la marchetta?
Instagram è anche luogo di grandi concorsi: il Kitkat del post ne è un fulgido esempio.
Tutti al lavoro per il brand col vantaggio che il copyright non esiste più se non per i marchi.
Ma se comprendi le potenzialità e ci lavori davvero seriamente e professionalmente Instagram ti introduce nella ambito del social media content management: lavoro vero ( auto, gioielli, cibo … )
Sembra che sia molto importante, in questa esistenza destinata ai consumi, invasa da spam e messaggi subliminali, una certa dose di inconsapevolezza. Sopratutto: sulla pubblicità non ci deve essere scritto che è pubblicità. Ma in ogni caso su Instagram, come una postilla in piccolo di zio Paperone, il tag del brand ci va, anche se lo scatto non è ufficiale, anche se è solo farina del sacco dell’autore.
Perchè ti da fastidio.
La pubblicità la sfuggi come la peste.
Tu lo sai che il Martini di James Bond è una marchetta ( metti che gli faceva pure acidità… ) ma non sopporti che ti dicano “bevilo!” ( e che interrompano i film ): vuoi berlo per tua scelta, e se ti va.

E io?
Credo che sia il social che frequento di più e in definitiva il migliore in viaggio e, seduti in bagno, meglio di Focus e della Settimana Enigmistica.
Mi ha presentato al signor Instagram una delle mie fotografe preferite e, in questi anni, non lo ho mai interpretato come un canale per promuovere la mia professione. Lo ho usato come valvola di sfogo, per divertimento e per dialogare , o sfottermi, coi miei 20 amichetti / “mi piace” fissi.
Ma oggi l’ho fatto. E quindi esiste anche un account di Ubik, che servirà a rappresentare il nostro lavoro anche su Instagram.
Follow me!

 

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