CATAFILLO DI BELLEZZA

red tropea onions braid

 

 Che cosa é una fotografia? Il termine fotografia é diventato sinonimo di prodotto finale di una operazione che é diventata sempre piú complessa, ma che all’origine si compiva nel tempo dello scatto dell’otturatore della fotocamera. L’altro giorno per portare a casa un lavoro di packaging, cioé, virtualmente, la “fotografia” che verrá stampata sulla confezione di un prodotto alimentare, ho consegnato 51 scatti che la andranno a comporre. Quella semplice visione sará ricomposta in un complesso lavoro che si chiama di post produzione, che eseguo spesso personalmente, sopratutto per quanto riguarda il lavoro per le riviste, e che altrimenti viene affidato ad un operatore specializzato. A dire la veritá gli scatti erano cosí tanti anche per un altro motivo che, piú che contingente, é contemporaneo. Si tratta del fatto che nel normale lavoro di ripresa é meglio considerare le possibili varianti, gradite al cliente, che potrebbero alla fine risultare vincenti. Ed allora il bilanciamento tra quantitá di mozzarella e quantitá di pomodoro in una pizza, piuttosto che la cottura di una melanzana, la doratura di una pasta, sono qualitá variabili che si scatteranno in piú versioni.
Ecco che sul termine fotografia dobbiamo intenderci.
A ben vedere é sempre stato cosí, ad un certo livello, e ne fanno fede la postroduzione ad esempio di un famoso ritratto di Abramo Lincoln, o al tempo in cui ho iniziato Ubik, il paziente lavoro del ritoccatore Franchino, di Gemini, che inseriva in un solo originale in pellicola, elementi disparati anche loro in pellicola con raffinate tecniche di maschere a registro, tramite ingranditore. Queste operazioni oggi sono diventate molto semplici e se si assiste, per saturazione di artifici, ad un ritorno alla fotografia dal sapore piú naturale, anche nel food e ad esempio nei servizi in esterni che sono quasi dei reportage, nel mio studio anche lo scatto piú naturale facilmente é frutto di piú immagini e, come si dice, contributi, anche solo perché é piú semplice catturare un riflesso da uno specchio che é finito in campo piuttosto che realizzare set complessi per tenere lo specchio fuori.
Lo scatto della treccia di cipolle di Tropea ne é un esempio, e la cipolla di suo simboleggia la stratificazione su più livelli come si fa lavorando con Photoshop: ogni strato, o layer, é composto da tunica e catafillo che è la pellicina che divide gli strati. Il ritratto andrá ad illustrare un servizio di Sale & Pepe di Agosto, completo di ricetta su questo tesoro del made in Italy, di cui questo post é anticipazione. Il grappolo di Tropea intrecciato é un oggetto della tradizione contadina che ha dignitá di design alimentare, di per se decorativo, di un colore profondo e straordinario: una specie di gioiello dalla superficie striata e cangiante, intensa e capace di tingere. Ed é proprio al colore che mi sono dedicato: per renderle giustizia!

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