PICCOLO BLOWUP DEL FOTOGRAFO DI CIBO

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Si tratta di fotografia di cucina anche in questo post.
Dopo una giornata impegnativa con foto di 12 ricette, ci mancano ancora le immagini del locale e i ritratti, e siamo spossati.
Rita cara amica e valente fotografa, raccoglie ciò che è stato sparso per l’intero locale, e contemporaneamente divora una ottima pizza, ultima portata del servizio.
Il simpatico chef siciliano ci ha preparato un piatto dopo l’altro in breve tempo ma è toccato poi a noi in un tempo molto più lungo con pinzette e pennelli star dietro ai dettagli.
Nessun problema: a casa, la nostra macchina che sovrappone millefoglie di livelli e di contributi in files compressi, ci porterà a buone fotografie. Ma sarà altro lavoro.
Mi sono portato dietro una testa VR che ho in società con Nico, amico e socio di pensieri, e il locale lo restituiamo con quella,ne l’esperimento è riuscito. Le immagini panoramiche sono d’effetto anche in interni ed in questo caso superano di gran lunga, per angolo coperto, qualsiasi grandangolo .
È il turno dei ragazzi del locale belli e simpatici, che cerco di far sciogliere fotografandoli da tutti gli angoli, e poi dello chef dalla risata italiana e contagiosa, e poi i proprietari: una giovane coppia che ha avuto l’idea del nuovo ristorante Amami, di via Vespucci a Milano, locale moderno e tradizionale insieme.
Bene: tutti i files sono portati a casa. Rimane solo il lavoro di postproduzione previsto per l’indomani.
Noooooo!!!
Ci rendiamo conto che dobbiamo documentare anche gli esterni del ristorante.
Mi rendo disponibile per finire il lavoro in una incursione serale di uno dei giorni successivi.
Quando chiedo a mia moglie di accompagnarmi, due sere dopo, le propongo anche di proseguire la nostra serata alla inaugurazione dello Spirit de Milan, altro nuovo locale, erede del Capolinea di molti anni fa, che amici hanno installato all’interno delle Cristallerie Livellara di via Bovisasca. Che coincidenza, ancora Livellara. Usiamo spesso i loro vetri e le ceramiche nel nostro lavoro editoriale ed in passato anche direttamente per diversi prodotti.
Arriviamo all’Amami per l’imbrunire, per catturare il contrasto tra la luce azzurrina e l’illuminazione artificiale, le candele accese sui tavoli e un po’ di vita notturna…
Lavoro leggero con la mia mirrorless ed un cavalletto per usare tempi lunghi. Scatto numerose angolature più meno con la macchina al livello dei tavoli. Ci sono anche delle coperture e sembra con la corta focale di esserci dentro. Eseguo il giro due o tre volte e sto decidendo di aver scattato abbastanza, quando una donna si alza e grida: la mia borsa! Al ladro!!!
Avevo appena notato un tipo col cappello da baseball sospetto ma non ci avevo dato peso. Sono un po’ispido sul furto di strada. Mi hanno appena rubato la bici ed il fatto, più unico che raro, di averla ritrovata tuttavia non lenisce la ferita.
Invece della borsetta avrebbe potuto optare la mia mirrorless in offerta serale!
C’è agitazione, la serata è finita aschifio ma comunque il lavoro è stato completato.
Salutiamo e proseguiamo per lo Spirit de Milan per una calice di rosso di consolazione dove scopriamo la comunità dei ballerini di swing in piena attività.
Ora è mattina e sono in studio e sto scaricando il contenuto della scheda sd della serata. Organizzo una anteprima per scegliere quali files lavorare quando mi rendo conto che la mia presenza e sopratutto quella della mia fotocamera sulla scena del crimine ha portato frutti inattesi.
Mentre io mi preoccupavo della luce sulla insegna del locale o dei passanti ho catturato tutto lo svolgersi dei fatti, attimo per attimo, ed il ladro è in primissimo piano, flemmatico, che aspetta il suo momento da vigliacco. I tempi di otturazione sono lunghi e per lo più i visi sono mossi, intenzionalmente, ma lui è in attesa da predatore, ha preso un caffè ed aspetta qualcuno. Ho in mano un servizio completo, foto tessera comprese, sul piccolo odioso delitto della sera precedente. Michelangelo Antonioni, regista di Blow Up, che racconta una storia praticamente copiata dalla mia, si rivolta nella tomba.
Ho fornito le immagini tramite il locale alla persona che ha subito il furto e spero che le siano servite a qualcosa.
Probabilmente il “professionista” è conosciuto dalla polizia: chissà!
Nutro qualche dubbio data la mia precedente esperienza della bicicletta: in questura avevo portato il filmato delle telecamere di controllo del cortile dove che avevano ripreso l’accaduto e mi avevano chiesto una stampa.

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