ASSAGGI SELVAGGI

pecorino romano

Come si fa a rinunciare ad assaggiare quando sei sul set? Certo dipende dal momento della giornata. La peperonata a dieci minuti dal cappuccino della colazione non puó sempre essere gradita, ma é un fatto che chi lavora col cibo, a qualsiasi livello, pilucca. Ne deriva una tendenza ad un disordine alimentare che puó essere pericoloso. Per questo motivo cerco di temperare la mia golositá e sopratutto quella di assistenti e stagisti.
Ricordo in particolare un piattino di olive all’ascolana. Per qualche motivo alcune olive erano state riempite con una pallottolina di alluminio, ma erano cosí irresistibili che non arrivarono in cucina dopo lo scatto. A copertura di eventi anche come questo abbiamo ovviamente una assicurazione che riguarda gli incidenti in studio.
Bisogna dire che sopratutto le ricette dolci sono soggette all’assaggio selvaggio a qualsiasi ora della giornata lavorativa, ma anche nel caso dei prodotti Dop che fotografiamo per Sale & Pepe la tentazione é forte.
L’apertura del servizio é uno still life del prodotto ambientato e quindi spesso mi trovo senza la presenza e il controllo dell’ home economist, anche in completa solitudine a volte, a costruire con pochi elementi e la luce una presentazione.
Per il Pecorino romano ho pensato allora di giustificare la mia debolezza mediando dal “De re rustica ” del Columella la frase che segue:
“Come i legionari romani alcuni fotografi stabiliscono di assegnarsi una razione di 27 grammi quotidiani di pecorino romano, in aggiunta alla zuppa di farro. L’apporto calorico é cosí intenso e la digestione cosí agevole che complicati set vengono approntati in un battibaleno”

maurizio lodi working on photographic set

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *